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Ti risponde Salvatore, di persona: niente centralini, niente ticket.

Consent Mode v2 su Shopify: Google Analytics e Ads rispettando il consenso

Copertina: Consent Mode v2 su Shopify per Google Analytics e Google Ads, con i quattro segnali di consenso

Se fai pubblicità su Google o usi Google Analytics 4, prima o poi vedi un avviso sul consenso: “configura la modalità di consenso”, “segnali di consenso mancanti”. Su un negozio Shopify la soluzione si chiama Consent Mode v2, ed è meno complicata di quanto sembra.

In breve: la Consent Mode v2 su Shopify è il modo in cui il negozio dice ai tag di Google cosa ha scelto il cliente nel cookie banner. Usa quattro segnali (analytics_storage, ad_storage, ad_user_data, ad_personalization) e si collega al banner con l’app Google & YouTube o con Tag Manager in un pixel personalizzato.

In questa guida ti spiego cosa sono i segnali, perché Google li chiede, le tre strade su Shopify e come verificare che tutto funzioni. Ti spiego la parte tecnica: per i testi legali e le scelte sui dati confrontati con il tuo consulente privacy o avvocato.

La Consent Mode non è un banner e non raccoglie il consenso. È un “traduttore”: prende la scelta fatta nel banner e la passa ai tag di Google, che si comportano di conseguenza. Il banner resta obbligatorio, come ho spiegato nella guida al cookie banner su Shopify a norma del Garante.

I quattro segnali

La documentazione di Google sulla modalità di consenso definisce questi parametri, ognuno con valore granted (concesso) o denied (negato):

I quattro segnali della Consent Mode v2 di Google e cosa controllano: statistiche, pubblicità, dati utente, personalizzazione
I quattro segnali della Consent Mode v2 e cosa controllano.
  • analytics_storage: cookie e dati per le statistiche, cioè Google Analytics 4;
  • ad_storage: cookie e dati per la pubblicità, come le conversioni di Google Ads;
  • ad_user_data: invio a Google dei dati degli utenti per la pubblicità;
  • ad_personalization: annunci personalizzati e remarketing.

Gli ultimi due sono le novità della “v2”. Nella pratica di un negozio, “Statistiche” nel banner comanda analytics_storage, e “Marketing” comanda gli altri tre insieme.

Base o avanzata

Google prevede due modi di usarla. Nella modalità base i tag di Google non si caricano finché il cliente non sceglie: se rifiuta, a Google non arriva nulla. Nella modalità avanzata i tag si caricano subito con i segnali negati e inviano dei “ping” senza cookie, che Google usa per stimare le conversioni perse.

La modalità avanzata recupera più dati, ma invia comunque informazioni a Google prima del consenso. Se sia compatibile con le regole italiane sui cookie è una valutazione da fare con il consulente: io la propongo solo dopo averne parlato. Sul mio sito uso la modalità base: Tag Manager non viene nemmeno scaricato finché il visitatore non accetta.

Perché Google la chiede

Google applica la sua norma sul consenso degli utenti dell’UE: chi usa i suoi prodotti pubblicitari con utenti dello Spazio economico europeo deve raccogliere il consenso e trasmettere a Google i segnali. Dal 2024 la richiesta è diventata stringente, con la Consent Mode v2 come strumento indicato.

Senza segnali di consenso validi, alcune funzioni di Google Ads per gli utenti europei, come misurazione e remarketing, possono essere limitate. E in Google Analytics la modellazione dei dati mancanti funziona solo con la Consent Mode attiva e con volumi di traffico minimi, indicati nella guida di Analytics sulla modellazione comportamentale.

Su Shopify: tre strade

Schema della Consent Mode v2: consenso negato di default, scelta nel banner, aggiornamento del consenso e tag di Google
Dal banner ai tag di Google: default negato, scelta, aggiornamento, tag che si adeguano.

App Google & YouTube

È la strada più semplice. L’app ufficiale Google & YouTube installa i tag di Google tramite i pixel di Shopify. Secondo la guida di Google Ads per Shopify, con il banner di Shopify, o con un banner integrato con la Customer Privacy API, la Consent Mode funziona in automatico.

È la scelta che consiglio a chi usa solo GA4 e Google Ads per il negozio. Ma “automatico” non vuol dire “verificato”: nei forum di sviluppo sono state segnalate configurazioni con valori di default sbagliati. Per questo il controllo con Tag Assistant che ti spiego sotto lo faccio sempre.

Tag Manager con un pixel personalizzato

Se usi Google Tag Manager per più strumenti, su Shopify lo metti in un pixel personalizzato (Impostazioni > Eventi dei clienti), come spiega la guida di Shopify su Tag Manager. Attenzione: l’esempio di quella guida imposta tutti i segnali su granted, e Shopify stessa avverte che potrebbe non rispettare le leggi locali.

Io lo scrivo così: prima i valori di default letti dalla scelta del cliente, poi l’aggiornamento quando la scelta cambia, poi Tag Manager. Il pixel usa le API init.customerPrivacy e api.customerPrivacy.subscribe della Web Pixels API.

Impostazioni > Eventi dei clienti > pixel personalizzato

window.dataLayer = window.dataLayer || [];
function gtag() { dataLayer.push(arguments); }

const segnali = (scelta) => ({
  analytics_storage: scelta.analyticsProcessingAllowed ? 'granted' : 'denied',
  ad_storage: scelta.marketingAllowed ? 'granted' : 'denied',
  ad_user_data: scelta.marketingAllowed ? 'granted' : 'denied',
  ad_personalization: scelta.marketingAllowed ? 'granted' : 'denied',
});

gtag('consent', 'default', segnali(init.customerPrivacy));

api.customerPrivacy.subscribe('visitorConsentCollected', (event) => {
  gtag('consent', 'update', segnali(event.customerPrivacy));
});

// Poi lo snippet di Tag Manager, senza i tag <script>, con il tuo GTM-XXXXXXX
(function(w,d,s,l,i){w[l]=w[l]||[];w[l].push({'gtm.start':
new Date().getTime(),event:'gtm.js'});var f=d.getElementsByTagName(s)[0],
j=d.createElement(s),dl=l!='dataLayer'?'&l='+l:'';j.async=true;j.src=
'https://www.googletagmanager.com/gtm.js?id='+i+dl;f.parentNode.insertBefore(j,f);
})(window,document,'script','dataLayer','GTM-XXXXXXX');

Nelle impostazioni del pixel scegli anche il permesso: se lo imposti come “richiesto” per statistiche e marketing, il pixel parte solo dopo il consenso, e di fatto lavori in modalità base. Gli eventi del negozio (prodotto visto, aggiunta al carrello, acquisto) li mandi nel dataLayer con analytics.subscribe, come mostra la guida di Shopify.

Codice nel tema (sconsigliato)

Incollare gtag.js o Tag Manager direttamente in layout/theme.liquid funziona ancora, ma lo sconsiglio: lo script parte fuori dal sistema di consenso di Shopify, non vede le pagine del checkout e devi gestire a mano default e aggiornamenti. È anche la causa più frequente di tag che partono prima del banner. Se devi comunque mettere mano al tema, ti spiego quali file aprire e cosa non toccare nella guida per modificare il codice del tema Shopify.

Il punto delicato è il collegamento tra banner e segnali. Qualunque strada scegli, devono valere tre regole:

  1. default negato: prima della scelta i quattro segnali sono denied;
  2. aggiornamento immediato: quando il cliente sceglie, parte un update con i valori giusti, senza ricaricare la pagina;
  3. revoca: se il cliente cambia idea da “Preferenze cookie”, i segnali tornano denied.

Con il banner di Shopify o con un’app integrata nella Customer Privacy API, la scelta arriva da sola ai pixel. Con un banner che non dialoga con Shopify, invece, i pixel non sanno nulla della scelta: è uno dei problemi che controllo per primi, come racconto nella checklist GDPR per negozi Shopify.

Meta, TikTok e gli altri: la Consent Mode è di Google. Gli altri pixel non la leggono: rispettano la scelta del cliente se passano dai pixel di Shopify o se li carichi solo dopo il consenso.

Verificare che funzioni

  1. apri il negozio in finestra anonima e avvia Tag Assistant (tagassistant.google.com) sull’indirizzo del negozio;
  2. prima di scegliere, nella scheda Consenso i segnali devono risultare negati;
  3. premi Rifiuta: nessun aggiornamento a granted, nessun cookie _ga o _gcl nel browser;
  4. in un’altra sessione premi Accetta: deve comparire l’update con i quattro segnali concessi;
  5. per i pixel personalizzati usa anche l’estensione Shopify Pixel Helper: la guida di Shopify avverte che alcune funzioni di Tag Assistant non lavorano con la sandbox dei pixel;
  6. dopo qualche giorno controlla in Google Ads la diagnostica del consenso.

Se hai configurato GA4 e Tag Manager da poco, ripassa anche la guida su come configurare Google Analytics 4 e Tag Manager: la parte sugli eventi vale anche per Shopify.

Domande frequenti

Perdo dati in GA4 se l’utente rifiuta?

Sì, chi rifiuta non viene misurato con i cookie e in GA4 vedrai meno utenti e conversioni di prima. Con la modalità avanzata e volumi sufficienti, Google può stimare una parte dei dati mancanti con la modellazione. Con la modalità base quei dati non arrivano: è il prezzo di un consenso rispettato davvero.

La modalità avanzata è a norma GDPR?

Dipende da come la configuri e da come la valuti con il tuo consulente. La modalità avanzata carica i tag di Google prima della scelta e invia ping senza cookie con informazioni tecniche sulla visita. Alcuni la ritengono accettabile, altri no. Io la attivo solo dopo una valutazione scritta del titolare; di default uso la modalità base.

Serve anche per Meta e TikTok?

La Consent Mode è uno strumento di Google, quindi Meta e TikTok non la leggono. Anche i loro pixel però devono rispettare la scelta del cliente. Su Shopify il modo più sicuro è usare le app ufficiali dei canali, che passano dai pixel di Shopify e dalla Customer Privacy API, oppure caricarli solo dopo il consenso al marketing.

Conclusione

La Consent Mode v2 su Shopify è soprattutto una questione di collegamenti: banner, pixel e tag di Google devono raccontare la stessa scelta. Con l’app Google & YouTube è quasi automatica; con Tag Manager va scritta bene. In entrambi i casi va verificata.

Hai avvisi di Google sul consenso o dati che non tornano? Controllo io banner, tag e Consent Mode: trovi come lavoro nel servizio di adeguamento GDPR e consenso per l’e-commerce. Se stai aprendo o migrando il negozio, possiamo impostarla da subito con la realizzazione e migrazione Shopify.

Il quadro generale sul perché adeguarsi lo trovi in perché devi adeguare il sito alla GDPR. Per il tuo caso scrivimi dalla pagina contatti: ti rispondo io.

Scritto da

Salvatore Pitone

Sviluppatore web, realizzo siti WordPress ed e-commerce per professionisti e piccole imprese. Sul blog condivido quello che imparo ogni giorno lavorando sui siti dei miei clienti.

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