Paghi cinque o sei app in abbonamento, ognuna fa metà di quello che ti serve, e l’altra metà la fai a mano: copi ordini nel gestionale, aggiorni giacenze, mandi email. A un certo punto ti chiedi se non convenga farsi fare un’app tutta tua.
Un’app Shopify personalizzata serve quando hai bisogno di dati, integrazioni o regole che non coprono né le impostazioni di Shopify, né Shopify Flow, né un’app dell’App Store: per esempio collegare il negozio al tuo gestionale o automatizzare passaggi tra sistemi diversi. Negli altri casi è uno spreco, perché un’app va anche ospitata e mantenuta.
Ti spiego come decido, cosa può fare un’app su misura, come la sviluppo in pratica, dove gira, chi la mantiene e cosa deve rispettare per la privacy. Se sei agli inizi con la piattaforma, parti da cos’è Shopify e come funziona.
App pubblica, app personalizzata o nessuna app?
Prima di scrivere una riga di codice, faccio sempre questo percorso. Ci si ferma al primo gradino che risolve il problema.

Prima prova Shopify Flow e le impostazioni
Molte automazioni non hanno bisogno di un’app. Shopify Flow è gratuito sui piani Basic, Grow, Advanced e Plus, secondo l’help center di Shopify su Flow: ragiona per “quando succede questo, se vale questa condizione, fai quest’altro”. Per esempio: metti un tag ai clienti che hanno fatto tre ordini, avvisami quando un prodotto sta finendo, nascondi i prodotti esauriti.
Dal piano Grow in su Flow può anche mandare richieste ad altri sistemi. Per collegamenti semplici a volte basta questo.
Quando un’app dell’App Store basta
Se il tuo bisogno è comune (recensioni, abbonamenti, traduzioni), quasi sicuramente esiste un’app pubblica, mantenuta da altri e già provata su migliaia di negozi. Prima di installarla guardo tre cose: quali permessi chiede sui dati, quanto costa ogni mese e se carica codice nel negozio. Ai costi delle app si sommano quelli del piano, che trovi nella guida ai costi di Shopify.
E se il problema riguarda solo cosa si vede nelle pagine, spesso basta una sezione del tema e qualche metafield, senza nessuna app.
Cosa può fare un’app su misura
Un’app personalizzata è un programma che parla con il tuo negozio attraverso le API di Shopify, con i permessi che le dai tu. Ecco i casi in cui ha davvero senso.
Integrare un gestionale o un magazzino
È il caso più frequente: il gestionale o il magazzino ha i suoi dati, Shopify i suoi, e qualcuno li allinea a mano. Un’app può leggere gli ordini appena arrivano e mandarli al gestionale, e riportare su Shopify giacenze e stati di spedizione.
Automatizzare ordini e clienti
Regole che Flow non sa esprimere, o che richiedono dati esterni: assegnare gli ordini a chi li prepara secondo criteri tuoi, creare documenti in un altro sistema, sincronizzare i clienti con il CRM. Tutto quello che oggi fai copiando e incollando è un candidato.
Aggiungere blocchi al tema o al checkout
Un’app può portare con sé delle estensioni: blocchi da inserire nel tema dall’editor (che Shopify toglie da solo se disinstalli l’app), estensioni del checkout e Shopify Functions per sconti, spedizioni e pagamenti su misura.
Attenzione ai piani: secondo la documentazione di Shopify sulle Functions, solo i negozi Plus possono usare app personalizzate che contengono Functions. Sugli altri piani le Functions arrivano solo da app pubbliche dell’App Store.
Come la sviluppo, in pratica
Dal 1° gennaio 2026 le nuove app personalizzate non si creano più dall’admin del negozio: si creano dal Dev Dashboard e poi si installano sul negozio, come spiega l’help center sulle app personalizzate. Le app create prima di quella data continuano a funzionare.
Un’app personalizzata usa la distribuzione “custom”: si installa su un solo negozio, oppure su più negozi della stessa organizzazione Plus. È proprio quello che serve per un’app fatta per te.
Shopify CLI e struttura del progetto
Lavoro con Shopify CLI, lo strumento a riga di comando di Shopify, che richiede Node.js 22.12 o successivo. I comandi principali sono quattro:
terminale
npm install -g @shopify/cli@latest
shopify app init # crea il progetto (modello React Router)
shopify app dev # lo prova su un negozio di sviluppo
shopify app deploy # pubblica configurazione ed estensioniIl progetto ha un file shopify.app.toml con la configurazione dell’app, una cartella app/ con le pagine e la gestione dei webhook e una cartella extensions/ per le estensioni. Un dettaglio che conta: shopify app deploy pubblica configurazione ed estensioni, ma non la parte web dell’app, che va messa su un hosting a parte. Tutti i comandi sono nel riferimento di Shopify CLI per le app.
Permessi (scope) e Admin GraphQL API
Ogni app chiede solo i permessi che le servono, dichiarati in shopify.app.toml. Un’app che legge ordini e prodotti, per esempio:
shopify.app.toml
[access_scopes]
scopes = "read_orders,read_products"Un dettaglio che sorprende molti: con read_orders l’app vede solo gli ordini degli ultimi 60 giorni. Per lo storico completo serve anche read_all_orders.
Con i dati del negozio l’app parla attraverso l’Admin GraphQL API. La vecchia API REST è considerata “legacy” da ottobre 2024 e dall’aprile 2025 le nuove app pubbliche devono usare solo GraphQL: io uso GraphQL anche per quelle personalizzate. Ecco una query che legge gli ultimi cinque ordini con numero, data e totale:

ultimi-ordini.graphql
query UltimiOrdini {
orders(first: 5, reverse: true, sortKey: CREATED_AT) {
nodes {
id
name
createdAt
totalPriceSet {
shopMoney {
amount
currencyCode
}
}
}
}
}Campi e parametri sono quelli della query orders nell’Admin GraphQL API, versione 2026-10.
Webhook e dati dei clienti
Invece di chiedere ogni minuto “ci sono ordini nuovi?”, l’app si fa avvisare da Shopify con i webhook: quando succede qualcosa, Shopify chiama un indirizzo dell’app. Anche questi si dichiarano in shopify.app.toml:
shopify.app.toml
[webhooks]
api_version = "2026-10"
[[webhooks.subscriptions]]
topics = ["orders/create"]
uri = "https://app.tuodominio.it/webhooks/ordini"Ogni chiamata arriva firmata (intestazione X-Shopify-Hmac-SHA256, calcolata con il segreto dell’app): l’app deve verificare la firma prima di fidarsi dei dati. Il modello di progetto di Shopify lo fa già in automatico.
Dove gira l’app e chi la mantiene
Questa è la parte che nei preventivi spesso manca, e che invece decide quanto ti costerà l’app negli anni.
Hosting
Shopify non ospita la parte web delle app: serve un servizio di hosting, e la guida di Shopify al deploy ne cita diversi. Le estensioni e le Functions invece si pubblicano su Shopify con il comando di deploy.
Il modello di progetto parte con un piccolo database SQLite per le sessioni: va bene per provare, ma in produzione lo sostituisco con un database vero, con copie di sicurezza.
Versioni dell’API e aggiornamenti
Shopify pubblica una nuova versione delle API ogni tre mesi, e ogni versione stabile è supportata per almeno 12 mesi, come spiega la documentazione sulle versioni delle API. In pratica almeno una volta l’anno l’app va aggiornata alla versione nuova e ricontrollata. A questo si aggiungono gli aggiornamenti delle librerie e del server.
Per questo un’app personalizzata la propongo sempre insieme a un piano di assistenza e manutenzione: un’app lasciata a sé stessa prima o poi smette di funzionare.
Privacy: cosa deve rispettare un’app
Un’app che legge ordini e clienti tratta dati personali, quindi vale il GDPR. Ti spiego la parte tecnica: per i testi legali e le scelte sui dati confrontati con il tuo consulente privacy o avvocato.
Shopify chiama questi dati “protected customer data” e chiede alle app requisiti precisi: trattare solo i dati che servono, cifrarli, non tenerli più del necessario, registrare chi vi accede. Per nome, indirizzo, telefono ed email i requisiti aumentano.
Le app dell’App Store devono anche rispondere a tre webhook obbligatori (customers/data_request, customers/redact, shop/redact) per le richieste di accesso e cancellazione dei dati, come spiega la pagina di Shopify sulla conformità alle leggi privacy. Per un’app personalizzata li implemento comunque: è il modo più semplice per gestire queste richieste.
Se l’app gira su un server di terzi, chi lo gestisce tratta dati per conto tuo: è un responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28 del Regolamento (UE) 2016/679. Il quadro completo del negozio è nella mia checklist GDPR per Shopify.
Domande frequenti
Conclusione
Un’app su misura non è un traguardo da raggiungere: è l’ultimo gradino, dopo impostazioni, Flow, app pubbliche e tema. Quando serve davvero, però, può sostituire più abbonamenti e ore di lavoro a mano, a patto di metterla su un hosting serio e di mantenerla nel tempo.
Come la progetto e la consegno lo trovi nella pagina su sviluppo e migrazione dei negozi Shopify.
Hai quattro o cinque app che fanno metà di quello che ti serve? Scrivimi l’elenco dalla pagina contatti: ti dico se una sola app su misura conviene. Ti rispondo io.




