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title: "Pulsante di recesso su Shopify: cosa cambia dal 19 giugno 2026 e come aggiungerlo"
seo_title: "Pulsante di recesso su Shopify: obbligo 2026 e come farlo"
description: "Art. 54-bis Codice del consumo: dal 19 giugno 2026 serve una funzione di recesso online. Cosa prevede, chi è obbligato e come aggiungerla su Shopify."
url: "https://salvatorepitone.it/pulsante-di-recesso-shopify/"
type: "BlogPosting"
language: "it-IT"
published: "2026-10-26T14:03:56+01:00"
updated: "2026-10-26T18:12:58+01:00"
author: "Salvatore Pitone"
categories:
  - "GDPR e privacy"
tags:
  - "Shopify"
  - "eCommerce"
  - "pulsante di recesso"
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# Pulsante di recesso su Shopify: cosa cambia dal 19 giugno 2026 e come aggiungerlo

Dal **19 giugno 2026** chi vende online a consumatori deve offrire un **pulsante di recesso**: una funzione sul sito che permette al cliente di recedere dal contratto con un paio di clic, senza scrivere email o PEC.

In breve: per i contratti conclusi online dal 19 giugno 2026, l’art. 54-bis del Codice del consumo chiede una funzione ben visibile, con la scritta “recedere dal contratto qui” o simile, un breve modulo, un secondo pulsante “conferma recesso” e una ricevuta immediata con data e ora. Vale anche per i piccoli negozi.

In questo articolo ti spiego cosa dice la norma, chi è obbligato e come la realizzo su un negozio Shopify, con gli strumenti nativi o con un modulo su misura. Ti spiego la parte tecnica: per i testi legali e le scelte sui dati confrontati con il tuo consulente privacy o avvocato.

## Cosa dice l’art. 54-bis, in parole semplici

L’articolo 54-bis è stato inserito nel Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) dal [D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 209](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/08/26G00002/sg), pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 gennaio 2026. Il decreto recepisce la [direttiva (UE) 2023/2673](https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2023/2673/oj?locale=it), che ha aggiunto la stessa regola alla direttiva europea sui diritti dei consumatori.

Il diritto di recesso non cambia: restano i **14 giorni** dell’art. 52 e le esclusioni dell’art. 59. Cambia il **modo** in cui il cliente può esercitarlo: oltre a email, raccomandata o modulo tipo, deve avere una strada online, dentro il sito.

### Da quando vale

L’art. 4 del decreto dice che le modifiche “si applicano a decorrere dal 19 giugno 2026 e ai contratti conclusi successivamente a tale data”. Quindi gli ordini fatti prima di quel giorno seguono le regole vecchie; tutti quelli successivi devono poter usare la funzione di recesso.

### Chi è obbligato

La norma riguarda i **contratti a distanza conclusi mediante un’interfaccia online**: in pratica chiunque venda a consumatori da un sito o da un’app. Non c’è un’esenzione per i piccoli negozi. Se vendi solo ad aziende (B2B) il Codice del consumo non si applica a quegli ordini.

Per i prodotti esclusi dal recesso (art. 59: per esempio articoli su misura o deperibili) il diritto di recesso non c’è, quindi non c’è nemmeno la funzione da usare. Se vendi sia prodotti esclusi sia prodotti normali, decidi con il tuo consulente come mostrarlo al cliente.

### Cosa deve fare la funzione

Riassumo i commi dell’[art. 54-bis su Normattiva](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206~art54bis), che ti consiglio di leggere per intero:

- deve essere indicata “in modo facilmente leggibile” con le parole **“recedere dal contratto qui”** o con una formulazione equivalente altrettanto chiara;
- deve essere **disponibile per tutto il periodo** in cui si può recedere, ben visibile e facilmente accessibile;
- permette di inviare una dichiarazione di recesso online con **nome**, **dati che identificano il contratto** (per esempio il numero d’ordine) e il **mezzo elettronico** su cui ricevere la conferma;
- dopo la compilazione serve una **funzione di conferma**, con le parole “conferma recesso” o simili;
- il venditore invia “senza indebito ritardo” un **avviso di ricevimento su supporto durevole** (per esempio un’email), con il contenuto della dichiarazione, la data e l’ora dell’invio.

Il recesso vale come esercitato in tempo se il cliente invia la dichiarazione prima della scadenza. Per questo data e ora nella ricevuta sono importanti per entrambi.

## Il percorso del cliente, passo per passo

Quando progetto la funzione, parto da come la vede il cliente. Il percorso è corto: quattro passaggi, senza giri strani.

![Schema in quattro passi del recesso online: funzione visibile, dichiarazione, conferma e avviso di ricevimento via email](https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/pulsante-di-recesso-shopify-flusso-recesso.webp)

_Il percorso del recesso online in quattro passi, come lo chiede l’art. 54-bis._

1. **Trova la funzione**: un link “Recedere dal contratto qui” nel footer e nell’area cliente, senza cercarlo tra le condizioni di vendita.
2. **Compila la dichiarazione**: nome, numero d’ordine, email per la conferma. Niente motivazioni obbligatorie: il recesso non va giustificato.
3. **Conferma**: un riepilogo con il pulsante “Conferma recesso”. Solo qui la dichiarazione parte.
4. **Riceve la ricevuta**: un’email automatica con il testo della dichiarazione, data e ora.

Dopo, il recesso segue le regole di sempre: restituzione della merce e rimborso entro i termini dell’art. 56. La funzione online è la porta d’ingresso, non cambia il resto.

## Come lo realizzo su Shopify

Su Shopify ci sono tre strade. Le valuto sempre in base al negozio: piano, account clienti attivi, app già installate e quanto spesso arrivano resi.

### Gli strumenti nativi di Shopify

Shopify ha pubblicato una guida sul [diritto di recesso UE](https://help.shopify.com/it/manual/compliance/legal/eu-right-of-withdrawal) e indica come usare le [regole di reso e cancellazione](https://help.shopify.com/it/manual/fulfillment/managing-orders/returns/return-rules) per rispettare l’obbligo: resi e cancellazioni self-service attivi, finestra di reso di almeno 14 giorni dalla consegna dell’ultimo articolo, e un link visibile verso gli ordini nell’area cliente.

È la strada più veloce, ma ha due punti da valutare. Il cliente entra nell’area ordini con un codice di verifica via email: su quanto questo passaggio sia compatibile con una funzione “facilmente accessibile” le opinioni non sono uniformi. E la stessa guida di Shopify avverte che usare questi strumenti [non rende il negozio conforme in automatico](https://salvatorepitone.it/shopify-gdpr-checklist/). Verificato a ottobre 2026: le guide di Shopify su questo tema sono state aggiornate più volte.

### Pagina e modulo di recesso

Quando serve una funzione accessibile anche senza login, creo una pagina dedicata nella sezione Pagine dell’admin con un modulo breve: nome, numero d’ordine, email, poi il riepilogo con “Conferma recesso”. Il modulo contatti standard del tema non basta, perché non invia al cliente nessuna ricevuta: serve un piccolo servizio che registri la richiesta e mandi l’email di conferma.

### Il link nel footer e nell’area cliente

Il link deve vedersi in ogni pagina. Nel tema lo aggiungo al piè di pagina con poche righe di Liquid. Ecco lo snippet che uso in `sections/footer.liquid`: mostra il link solo se la pagina con handle `recesso` esiste.

`sections/footer.liquid`

```
{%- assign recesso = pages['recesso'] -%}
{%- if recesso != blank -%}
<a class="footer__withdrawal" href="{{ recesso.url }}">
{{ 'footer.withdrawal' | t }}
</a>
{%- endif -%}
```

> **Attenzione:** la chiave `footer.withdrawal` va aggiunta ai file delle traduzioni del tema (`locales/it.default.json` o `locales/it.json`) con il testo “Recedere dal contratto qui”, altrimenti vedrai un messaggio di traduzione mancante.

Lo stesso link va nell’area cliente e nell’email di conferma d’ordine (Impostazioni > Notifiche), così il cliente lo ritrova anche giorni dopo l’acquisto. Il [riferimento all’oggetto `pages`](https://shopify.dev/docs/api/liquid/objects/pages) è nella documentazione Liquid di Shopify. Nelle pagine Grazie e Stato dell’ordine, invece, lo aggiungo con un’estensione del checkout, disponibile su tutti i piani: ne parlo nella guida al [checkout personalizzato con le Shopify Functions](https://salvatorepitone.it/shopify-functions-checkout-personalizzato/).

### La ricevuta automatica

La ricevuta è il punto che trovo più spesso fatto male. Deve partire da sola, subito, e contenere il testo della dichiarazione con **data e ora dell’invio**. Un “ti risponderemo entro 48 ore” non è una ricevuta. Se uso un modulo su misura, la ricevuta la invia il servizio che riceve il modulo e ne tengo una copia per il venditore.

### Le app dedicate

Nell’App Store di Shopify ci sono diverse app nate per questo obbligo. Non te ne consiglio una in particolare: prima di installarla controlla che abbia la doppia conferma, la ricevuta con data e ora, che funzioni anche per gli ordini come ospite e che non carichi script pesanti in ogni pagina.

## Errori da evitare

![Checklist del pulsante di recesso su Shopify: controlli da superare, punto da verificare ed errori da evitare](https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/pulsante-di-recesso-shopify-checklist.webp)

_I controlli che faccio prima di dire che la funzione di recesso è pronta._

- **Nascondere il link** dentro le condizioni di vendita o in un menu secondario.
- **Chiedere il motivo** del recesso come campo obbligatorio: puoi chiederlo, ma facoltativo.
- **Un solo clic** che invia tutto, senza il passaggio di conferma.
- **Nessuna ricevuta**, o una ricevuta senza data e ora.
- Usare una parola generica come “Contattaci” al posto di “Recedere dal contratto qui”.
- Dimenticare di **provare il percorso** da telefono e da ospite, senza account.

Un consiglio pratico: se oggi gestisci il recesso solo via email, leggi anche come riconoscere [se un sito e-commerce è affidabile](https://salvatorepitone.it/come-sapere-se-un-sito-e-commerce-e-affidabile/) dal punto di vista del cliente. Un recesso chiaro è anche un segnale di fiducia.

## Checklist finale

- link “Recedere dal contratto qui” nel footer di ogni pagina e nell’area cliente;
- link nell’email di conferma d’ordine;
- modulo con nome, numero d’ordine ed email, accessibile anche agli ospiti;
- pulsante “Conferma recesso” su un riepilogo prima dell’invio;
- email di ricevuta automatica con contenuto, data e ora;
- condizioni di vendita aggiornate: l’art. 49 ora chiede di indicare anche l’esistenza e la posizione della funzione di recesso;
- prova completa da telefono, da ospite e con un ordine vero.

Le informazioni sul recesso fanno parte delle pagine che ogni negozio deve avere: le trovi elencate tra [le pagine fondamentali di un sito web](https://salvatorepitone.it/le-pagine-fondamentali-che-ogni-sito-web-dovrebbe-avere/). Quali pagine legali servono a un negozio Shopify, e dove metterle, lo spiego nella guida alle [pagine legali dell’e-commerce](https://salvatorepitone.it/pagine-legali-ecommerce-shopify/).

## Domande frequenti

### Il pulsante di recesso è obbligatorio anche per i piccoli negozi?

Sì. L’art. 54-bis del Codice del consumo vale per tutti i contratti a distanza conclusi con consumatori tramite un sito o un’app, dal 19 giugno 2026. Non prevede esenzioni per dimensione o fatturato. Non riguarda le vendite solo ad aziende e i prodotti esclusi dal recesso dall’art. 59, come quelli su misura o deperibili.

### Cosa deve esserci scritto sul pulsante?

La norma indica le parole “recedere dal contratto qui” oppure una formulazione equivalente altrettanto inequivocabile. Per il secondo passaggio indica “conferma recesso”. Io uso proprio queste parole: evitano discussioni. Scritte generiche come “Assistenza” o “Contattaci” non dicono al cliente che lì può recedere.

### Basta un indirizzo email per il recesso?

No. L’email resta un modo valido per recedere, ma dal 19 giugno 2026 per i contratti conclusi online serve anche una funzione dentro il sito: modulo con nome, dati dell’ordine ed email, pulsante di conferma e ricevuta automatica con data e ora. Un indirizzo email in fondo alle condizioni non ha nessuna di queste caratteristiche.

### Il pulsante vale anche per gli abbonamenti?

Sì, se l’abbonamento è un contratto a distanza concluso online con un consumatore: per tutto il periodo di recesso deve poter recedere con la funzione online. Attenzione a non confondere il recesso, che vale nei primi 14 giorni, con la disdetta del rinnovo, che segue altre regole. Le condizioni dell’abbonamento falle verificare dal tuo consulente.

### Cosa rischio se non lo metto?

La vigilanza è dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che con la procedura dell’art. 27 del Codice del consumo può accertare la violazione, ordinarne la correzione e applicare sanzioni pecuniarie. C’è anche un rischio pratico: clienti che recedono comunque via email o PEC e contestazioni sulla data. Meglio una funzione semplice e tracciata.

## Conclusione

Il pulsante di recesso è un obbligo piccolo da realizzare, ma va fatto bene: visibile, in due passaggi, con una ricevuta vera. Su Shopify si può partire dagli strumenti nativi o da un modulo su misura, purché tu lo provi davvero come farebbe un cliente.

Il tuo negozio è pronto per il recesso online? Lo verifico e, se serve, lo aggiungo io: trovi tutto nel servizio di [adeguamento GDPR e conformità del negozio](https://salvatorepitone.it/servizi-siti-web/adeguamento-gdpr/). Se il negozio è da rifare o da migrare, guarda la [realizzazione e migrazione Shopify](https://salvatorepitone.it/realizzazione-e-migrazione-shopify/); per i controlli periodici c’è l’[assistenza e manutenzione del negozio online](https://salvatorepitone.it/assistenza-e-manutenzione-negozio-online/).

Hai un dubbio sul tuo caso? Scrivimi dalla [**pagina contatti**](https://salvatorepitone.it/contatti/) con il link del negozio: ti rispondo io.
