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title: "Da WordPress a Shopify: come spostare pagine, blog e URL senza perdere visite"
seo_title: "Da WordPress a Shopify: pagine, blog e redirect 301 sicuri"
description: "Passare da WordPress a Shopify: come spostare pagine e articoli, gestire gli URL fissi di Shopify (/pages/, /blogs/) e preparare i redirect 301 giusti."
url: "https://salvatorepitone.it/migrare-da-wordpress-a-shopify-url-redirect/"
type: "BlogPosting"
language: "it-IT"
published: "2026-10-26T15:53:56+01:00"
updated: "2026-10-26T18:12:58+01:00"
author: "Salvatore Pitone"
categories:
  - "Shopify"
tags:
  - "Shopify"
  - "wordpress"
  - "migrazione da wordpress a shopify"
image: "https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/migrare-da-wordpress-a-shopify-url-redirect-copertina.webp"
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# Da WordPress a Shopify: come spostare pagine, blog e URL senza perdere visite

Hai un sito WordPress con pagine di presentazione e un blog che porta visite, e adesso vuoi vendere online con Shopify. La domanda è sempre la stessa: che fine fanno le pagine e gli articoli, e come non perdo le visite che arrivano da Google?

La **migrazione da WordPress a Shopify** funziona così: Shopify ha **URL fissi** (`/pages/`, `/blogs/`, `/products/`), quindi quasi tutti i tuoi indirizzi cambiano. Fai l’inventario degli URL, decidi cosa fare del blog, prepari un file vecchio indirizzo → nuovo indirizzo e carichi i redirect 301 su Shopify prima di cambiare il DNS.

Qui parlo di siti WordPress senza negozio: vetrina, blog, portfolio. Se hai già un negozio WooCommerce, c’è una guida dedicata su come [migrare da WooCommerce a Shopify senza perdere SEO](https://salvatorepitone.it/migrare-da-woocommerce-a-shopify-senza-perdere-seo/). Se invece stai ancora scegliendo la piattaforma, leggi il confronto tra [WordPress, Shopify e Wix](https://salvatorepitone.it/wordpress-vs-shopify-vs-wix-quale-piattaforma-scegliere-per-il-tuo-sito/).

## Prima di tutto: Shopify ha URL fissi

WordPress ti lascia scegliere quasi qualsiasi indirizzo. Shopify no: ogni tipo di contenuto ha il suo prefisso, deciso dalla piattaforma, e non si può togliere.

### Pagine, blog, collezioni e prodotti

- **Pagine**: `/pages/chi-siamo`;
- **articoli**: `/blogs/news/titolo-articolo`, dove `news` è il blog predefinito (si chiama News, e puoi crearne altri);
- **articoli per tag**: `/blogs/news/tagged/ricette`;
- **collezioni** (le categorie dei prodotti): `/collections/nome`;
- **prodotti**: `/products/nome`.

![Esempi di URL WordPress e dei corrispondenti URL fissi di Shopify per pagine, articoli, categorie e prodotti](https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/migrare-da-wordpress-a-shopify-url-redirect-url-fissi.webp)

_Indirizzi tipici di WordPress e i percorsi fissi di Shopify._

### Cosa succede agli URL alla radice di WordPress

Su WordPress pagine e articoli stanno spesso subito dopo il dominio: `/chi-siamo/`, `/come-scegliere-il-vino/`. Su Shopify i contenuti non possono stare alla radice, quindi **ognuno di questi indirizzi va reindirizzato**. Resta uguale solo la home.

Lo stesso vale per gli archivi che WordPress crea da solo: categorie (`/category/x/`), tag (`/tag/x/`), autori, paginazioni (`/page/2/`) e archivi per data. Quelli con visite o link li porto verso la pagina più vicina per argomento, per esempio il blog filtrato per tag. Quelli senza traffico e senza una destinazione sensata li lascio andare: meglio una pagina 404 pulita che un redirect alla home che non c’entra niente.

## Tre strade per il blog

Il blog è spesso la parte che porta più visite. Prima di spostarlo decido con il cliente quale di queste tre strade prendere.

### Portarlo su Shopify

Tutto in un posto solo, con link diretti dagli articoli ai prodotti. Il blog di Shopify ha quello che serve per la SEO di base: titolo e descrizione per i motori di ricerca, indirizzo modificabile, tag, estratto, immagine in evidenza e autore. I commenti sono spenti di default e si possono attivare con moderazione, come spiega la [guida di Shopify sugli articoli del blog](https://help.shopify.com/en/manual/online-store/blogs/writing-blogs/working-with-blog-posts).

I limiti: l’editor è più semplice di quello di WordPress e non ci sono categorie, solo tag. Per un blog aziendale di solito basta.

### Lasciarlo su WordPress

Il blog resta su WordPress, ma in un sottodominio (per esempio `blog.tuodominio.it`), perché il dominio principale ora punta a Shopify. Gli indirizzi cambiano comunque, quindi i redirect servono lo stesso, e avrai due sistemi da aggiornare e proteggere.

Ha senso quando il blog è molto grande o usa funzioni che Shopify non ha. Prima di sceglierla verifico con un test che i redirect verso il sottodominio funzionino come servono.

### Fondere gli articoli deboli

Il trasloco è il momento giusto per fare pulizia. Gli articoli che parlano della stessa cosa, o che non hanno mai portato visite, li fondo in un articolo più completo e reindirizzo i vecchi indirizzi verso quello. Un blog con meno articoli ma più utili è anche più facile da tenere aggiornato, come spiego nella guida sulla [struttura di un sito web](https://salvatorepitone.it/come-progettare-la-struttura-perfetta-di-un-sito-web/).

## Inventario degli URL: da dove partire

Non puoi reindirizzare quello che non sai di avere. Per questo l’inventario è il lavoro più importante, e anche il più noioso.

### Sitemap, Search Console e analytics

- **la sitemap di WordPress**: quella del plugin SEO o quella di WordPress stesso (`/wp-sitemap.xml`);
- **Google Search Console**: il rapporto sulle prestazioni, esportato per pagina, ti dice quali indirizzi hanno impressioni e clic. Se non l’hai ancora collegata, ecco [come collegare Search Console e leggere i dati](https://salvatorepitone.it/come-collegare-google-search-console-al-tuo-sito-e-leggere-i-dati-seo/);
- **Analytics**: le pagine di destinazione degli ultimi 12 mesi;
- **i link da altri siti**: le pagine che ricevono link esterni vanno salvate anche se hanno poche visite.

### Il foglio di calcolo vecchio URL → nuovo URL

Metto tutto in un foglio con poche colonne: vecchio URL, tipo di contenuto, visite, azione (portare, fondere, eliminare) e nuovo URL. Quando ogni riga ha la sua azione, il file dei redirect è quasi pronto.

Quando ho rifatto il mio sito ho seguito questo stesso metodo: tutti gli URL mantenuti e ogni redirect in un solo salto. Su Shopify gli indirizzi cambiano per forza, ma la regola non cambia: **nessun vecchio URL deve restare senza destinazione**.

## Preparare e caricare i redirect 301 su Shopify

Dal foglio esporto un file CSV con due colonne. Le intestazioni sono quelle del modello ufficiale di Shopify, e il file si importa dall’admin in Contenuti > Menu > Redirect URL (nell’admin in inglese: Content > Menus > View URL redirects), con il pulsante Importa.

![Esempio di file CSV dei redirect da importare in Shopify con le colonne vecchio e nuovo indirizzo e quattro righe](https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/migrare-da-wordpress-a-shopify-url-redirect-redirect-csv.webp)

_Il file dei redirect: a sinistra il vecchio indirizzo, a destra il nuovo._

`redirect.csv`

```
Redirect from,Redirect to
/chi-siamo/,/pages/chi-siamo
/come-scegliere-il-vino/,/blogs/news/come-scegliere-il-vino
/category/ricette/,/blogs/news/tagged/ricette
/negozio/cesto-natale/,/products/cesto-natale
```

Le regole che controllo, tutte dalla [documentazione di Shopify sui redirect URL](https://help.shopify.com/en/manual/online-store/menus-and-links/url-redirect):

- il redirect scatta solo se il vecchio indirizzo **non carica già una pagina** su Shopify;
- non si possono reindirizzare percorsi riservati come `/products`, `/collections` o `/cart`;
- gli indirizzi con parametri (la parte dopo il `?`) potrebbero non funzionare come ti aspetti;
- il limite è di 100.000 redirect per negozio (verificato a ottobre 2026).

E una regola mia, che è anche un consiglio di Google nella [guida ai trasferimenti di sito](https://developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/site-move-with-url-changes): **un solo salto**. Se su WordPress avevi già dei redirect (per esempio da un plugin), li riscrivo verso la destinazione finale su Shopify, così non si creano catene.

## Contenuti, immagini e metadati

Shopify non importa pagine e articoli da WordPress con i suoi strumenti di migrazione: si ricreano a mano oppure con un’app di importazione di terze parti, come indica la [guida di Shopify alla migrazione](https://help.shopify.com/en/manual/migrating-to-shopify). Per un blog di qualche decina di articoli, spesso la copia a mano è anche l’occasione per sistemarli.

Per ogni pagina e articolo porto il testo completo con i suoi titoli interni, il **[titolo SEO e la meta description](https://salvatorepitone.it/seo-tecnica-shopify-liquid/)** che avevi su WordPress (Shopify consiglia di stare entro i 70 caratteri per il titolo), l’immagine in evidenza e il testo alternativo delle immagini. Gli articoli su Shopify restano nascosti finché non li pubblichi: è comodo per preparare tutto con calma.

Le immagini vanno ricaricate su Shopify, nei singoli articoli o in Contenuti > File. Quando il dominio passa a Shopify, i vecchi indirizzi `/wp-content/uploads/…` smettono di funzionare: se alcune immagini ricevono visite da Google Immagini o link da fuori, reindirizzo anche quelle e le provo una per una.

Infine i link interni: negli articoli puntano ancora ai vecchi indirizzi. Li aggiorno ai nuovi, così i redirect restano solo una rete di sicurezza. Molto di quello che sai sulla [SEO su WordPress](https://salvatorepitone.it/seo-wordpress-come-posizionare-il-tuo-sito-su-google-nel-2026/) vale anche qui: cambiano gli strumenti, non i principi.

## Checklist finale prima di cambiare il DNS

Il negozio resta in modalità privata, cioè protetto da password e invisibile a Google, finché questa lista non è tutta spuntata:

- tutte le pagine e gli articoli da tenere sono **pubblicati** su Shopify;
- il CSV dei redirect è importato e ho provato a campione gli indirizzi con più visite;
- nessuna catena di redirect: ogni vecchio URL arriva alla destinazione finale in un salto;
- titoli SEO e meta description sono al loro posto;
- i link interni puntano ai nuovi indirizzi;
- la sitemap di Shopify (`/sitemap.xml`) è pronta da inviare in Search Console;
- i record MX della posta non vengono toccati quando cambio il DNS.

Dopo il passaggio, se il dominio resta lo stesso, in Search Console non serve lo strumento di cambio indirizzo: invio la nuova sitemap e controllo ogni settimana le pagine non trovate. Google avverte che per un sito di medie dimensioni possono servire alcune settimane perché i nuovi indirizzi prendano il posto dei vecchi.

## Domande frequenti

### Posso tenere gli stessi URL di WordPress su Shopify?

Solo in parte. La home resta uguale, ma pagine e articoli su Shopify hanno prefissi fissi (`/pages/` per le pagine, `/blogs/nome-blog/` per gli articoli) che non si possono togliere. Puoi però tenere uguale la parte finale dell’indirizzo, cioè lo slug, e reindirizzare ogni vecchio URL al nuovo con un redirect 301. Così visitatori e Google arrivano comunque alla pagina giusta.

### Il blog di Shopify è buono per la SEO?

Per la SEO di base sì: ogni articolo ha titolo e descrizione per i motori di ricerca, indirizzo modificabile, tag, immagini con testo alternativo, e finisce da solo nella sitemap. È meno flessibile di WordPress: niente categorie e meno plugin. Ma a posizionare un articolo sono soprattutto i contenuti e i link, non la piattaforma.

### Quanti redirect si possono caricare su Shopify?

Secondo la documentazione di Shopify, fino a 100.000 redirect per negozio, e molti di più sul piano Plus (dato verificato a ottobre 2026). Per un sito WordPress con qualche centinaio di pagine e articoli è più che sufficiente. Si possono creare uno per uno dall’admin o importare tutti insieme con un file CSV a due colonne.

### Le immagini di WordPress vanno ricaricate?

Sì. Shopify non legge la cartella degli upload di WordPress: le immagini vanno caricate negli articoli, nelle pagine o in Contenuti > File, dove ogni immagine può pesare fino a 20 MB. Quando il dominio passa a Shopify, i vecchi indirizzi delle immagini smettono di funzionare: reindirizza almeno quelle che ricevono visite o link da altri siti.

## Conclusione

Passare da WordPress a Shopify non vuol dire ricominciare da zero con Google. Vuol dire accettare gli URL fissi di Shopify e collegare ogni vecchio indirizzo al nuovo, senza dimenticarne nessuno. Il resto (contenuti, immagini, metadati) è lavoro ordinato.

Se vuoi che il trasloco lo segua io, trovi come lavoro nella pagina su [realizzazione e migrazione dei negozi Shopify](https://salvatorepitone.it/realizzazione-e-migrazione-shopify/).

Vuoi sapere quanti dei tuoi URL vanno reindirizzati? Mandami il sito dalla [**pagina contatti**](https://salvatorepitone.it/contatti/): preparo io la mappa. Ti rispondo io.
