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title: "Migrare da WooCommerce a Shopify senza perdere SEO: la mia checklist"
seo_title: "Migrare da WooCommerce a Shopify senza perdere SEO"
description: "La checklist per passare da WooCommerce a Shopify: cosa si porta e cosa no, mappa dei redirect 301, giorno del passaggio e controlli nelle settimane dopo."
url: "https://salvatorepitone.it/migrare-da-woocommerce-a-shopify-senza-perdere-seo/"
type: "BlogPosting"
language: "it-IT"
published: "2026-10-26T14:33:56+01:00"
updated: "2026-10-26T18:12:58+01:00"
author: "Salvatore Pitone"
categories:
  - "Shopify"
tags:
  - "Shopify"
  - "Woocommerce"
  - "eCommerce"
  - "migrazione woocommerce shopify"
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# Migrare da WooCommerce a Shopify senza perdere SEO: la mia checklist

Hai un negozio WooCommerce che vende, ma ogni aggiornamento di WordPress ti mette un po’ d’ansia, i plugin si accumulano e da smartphone il sito è lento. Pensi a Shopify, però hai paura di buttare via anni di posizioni su Google.

È una paura giusta. Una **migrazione WooCommerce Shopify** fatta di corsa cambia l’indirizzo di ogni pagina, e Google si ritrova con centinaia di link che non portano più da nessuna parte. Fatta con metodo, invece, è un trasloco ordinato.

In breve: per passare da WooCommerce a Shopify senza perdere SEO devi portare prodotti, clienti e contenuti, preparare una **mappa che collega ogni vecchio URL al nuovo**, caricare i redirect 301 su Shopify prima di cambiare il DNS e controllare Search Console nelle settimane dopo. Il resto è organizzazione.

Qui trovi la checklist che uso io, fase per fase: cosa si porta e cosa no, come si costruisce il file dei redirect, cosa succede il giorno del passaggio e cosa controllo dopo.

## Quando conviene passare da WooCommerce a Shopify (e quando no)

Shopify conviene quando vuoi smettere di fare il sistemista. Hosting, sicurezza, aggiornamenti e certificato SSL li gestisce la piattaforma: tu ti occupi di prodotti, clienti e vendite. Se il tempo che passi a sistemare plugin supera quello che passi a vendere, è un buon segnale.

Non conviene sempre, però. Se il tuo WooCommerce regge su personalizzazioni particolari (listini complessi, configuratori di prodotto, integrazioni scritte su misura), prima va capito come rifarle su Shopify, e a volte costa più che tenerle. Il confronto generale lo trovi nella guida su [come scegliere tra WordPress, WooCommerce e Shopify](https://salvatorepitone.it/come-scegliere-la-piattaforma-giusta-per-il-tuo-sito-wordpress-woocommerce-o-shopify/); canoni e commissioni sono nella [guida ai costi di Shopify](https://salvatorepitone.it/quanto-costa-shopify-la-guida-completa-ai-piani-costi-e-commissioni/).

Prima di decidere faccio sempre un elenco di tutto quello che il negozio fa oggi: plugin attivi, email automatiche, metodi di spedizione e pagamento, campi particolari nella scheda prodotto. **Ogni voce deve avere una risposta su Shopify**: un’impostazione, un’app o uno sviluppo.

## Cosa si porta e cosa no

Shopify ha un’app gratuita per i traslochi, **Store Migration**, che per WooCommerce importa prodotti e clienti dai file di esportazione. Il resto si porta in altri modi, come spiega la [guida ufficiale di Shopify alla migrazione da WooCommerce](https://help.shopify.com/en/manual/migrating-to-shopify/migrating-from-woocommerce).

### Prodotti, varianti e immagini

I prodotti arrivano su Shopify come **bozze**: li controlli e li pubblichi tu. Varianti, prezzi e codici SKU vanno verificati a campione, soprattutto se usavi attributi personalizzati o plugin per le varianti.

Le immagini vengono scaricate dagli indirizzi scritti nel file d’esportazione, durante l’importazione: il vecchio sito deve restare online finché l’import non è finito. È anche il momento giusto per alleggerirle; ne parlo nella guida su [come ottimizzare le immagini per la SEO](https://salvatorepitone.it/come-ottimizzare-le-immagini-del-tuo-sito-web-per-la-seo/).

### Clienti e password

Le anagrafiche dei clienti si importano, le **password no**: sono cifrate e non si possono trasferire. Con i nuovi account cliente di Shopify non è un problema, perché il cliente entra con la sua email e un codice monouso di 6 cifre, senza password.

Se invece il negozio usa ancora i vecchi account cliente (che Shopify indica come deprecati), devi invitare i clienti a creare una nuova password. In quel caso preparo un’email chiara che spiega perché la ricevono.

### Ordini storici

Gli ordini già fatti non si importano con un file CSV: servono app di migrazione di terze parti, da scegliere caso per caso. Se li importi, disattiva prima le notifiche di nuovo ordine, altrimenti ricevi un’email per ogni ordine importato.

Spesso propongo di portare solo lo storico che serve davvero al servizio clienti e di tenere un’esportazione completa in archivio, insieme ai documenti contabili.

### Recensioni, blog e pagine

Articoli del blog e pagine (chi siamo, spedizioni, contatti) non sono nell’esportazione dei prodotti di WooCommerce: si ricreano a mano o con un’app di importazione. Per le recensioni dipende dal plugin che usavi: su Shopify passano da un’app, e prima di sceglierla controllo che sappia importare quelle vecchie.

## La mappa degli URL e i redirect 301

Questa è la parte che decide se manterrai le posizioni. Google ha in memoria i tuoi indirizzi: se cambiano senza redirect, chi arriva da Google o da un link esterno trova una pagina di errore.

### Come cambiano gli indirizzi su Shopify

Shopify usa **percorsi fissi**: i prodotti stanno sotto `/products/`, le categorie (che qui si chiamano collezioni) sotto `/collections/`, le pagine sotto `/pages/` e gli articoli sotto `/blogs/nome-del-blog/`. Gli indirizzi di WooCommerce non si possono riprodurre: vanno reindirizzati.

![Come cambiano gli indirizzi da WooCommerce a Shopify per prodotti, categorie, pagine e articoli del blog](https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/migrare-da-woocommerce-a-shopify-senza-perdere-seo-url.webp)

_Gli stessi contenuti con gli indirizzi di WooCommerce e quelli di Shopify._

Attenzione al blog: [su WordPress gli articoli possono avere permalink diversi](https://salvatorepitone.it/migrare-da-wordpress-a-shopify-url-redirect/) (con o senza `/blog/`, con la data, con la categoria). Parti sempre dagli URL reali, non da quelli che pensi di avere.

### Creare il file dei redirect (CSV)

Raccolgo gli indirizzi da tre fonti: la sitemap del vecchio sito, le pagine con impressioni in [Google Search Console](https://salvatorepitone.it/come-collegare-google-search-console-al-tuo-sito-e-leggere-i-dati-seo/) e le pagine di arrivo in Analytics. Poi preparo un foglio con due colonne, vecchio e nuovo indirizzo, da importare nell’admin di Shopify in Contenuti > Menu > Redirect URL (nell’admin in inglese: Content > Menus > View URL redirects), con il pulsante Importa.

Le intestazioni delle colonne sono quelle del modello ufficiale di Shopify. Il file, salvato in UTF-8, ha questo aspetto:

`redirect.csv`

```
Redirect from,Redirect to
/product/tazza-blu/,/products/tazza-blu
/product-category/tazze/,/collections/tazze
/chi-siamo/,/pages/chi-siamo
/blog/come-pulire-la-ceramica/,/blogs/news/come-pulire-la-ceramica
```

Due regole dalla [documentazione di Shopify sui redirect URL](https://help.shopify.com/en/manual/online-store/menus-and-links/url-redirect): il redirect scatta solo se il vecchio indirizzo è “rotto”, cioè non carica già una pagina su Shopify; e non si possono reindirizzare percorsi riservati come `/products`, `/collections` o `/cart`. Il limite è di 100.000 redirect per negozio (verificato a ottobre 2026): per un negozio piccolo o medio non è un problema.

### Redirect in un solo salto

Ogni vecchio URL deve puntare **direttamente alla destinazione finale**, senza catene. Google riesce a seguire più passaggi, ma nella sua [guida ai trasferimenti di sito con cambio di URL](https://developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/site-move-with-url-changes) consiglia di andare dritti alla meta: le catene rallentano le persone e non tutti i browser le seguono.

Quando ho rifatto il mio sito ho tenuto tutti gli URL dov’erano e ogni redirect in un solo salto. È la stessa regola che applico ai negozi che migro. Google consiglia anche di tenere i redirect il più a lungo possibile, in genere almeno un anno: su Shopify li lascio per sempre.

> **Un controllo che salva molte pagine:** barre finali e maiuscole. Dopo l’import provo a campione sia la versione con la barra finale sia quella senza: devono arrivare entrambe alla pagina giusta.

## SEO da non perdere: title, description, dati strutturati, immagini

I redirect salvano gli indirizzi, ma il posizionamento dipende anche da quello che c’è nelle pagine. Per ogni prodotto, collezione e articolo importante porto:

- il **title** e la **meta description** che avevi su WordPress (su Shopify si modificano nella parte SEO in fondo alla scheda di prodotto, collezione o pagina);
- le descrizioni complete, senza tagliarle “perché tanto le rifacciamo”;
- il testo alternativo delle immagini;
- la struttura dei titoli interni (H2, H3) degli articoli che portano visite.

I temi Shopify ben fatti includono i [dati strutturati del prodotto](https://salvatorepitone.it/seo-tecnica-shopify-liquid/) (prezzo, disponibilità). Se su WordPress usavi un plugin SEO che li aggiungeva, controllo con il test dei risultati multimediali di Google che le schede li abbiano ancora.

La sitemap la genera Shopify da sola, all’indirizzo `/sitemap.xml`, con prodotti, collezioni, pagine e articoli. Il file `robots.txt` si può modificare dal tema, ma con molta cautela: un errore lì può togliere il negozio da Google.

Infine i link interni: nelle descrizioni e negli articoli puntano ancora ai vecchi indirizzi. Li aggiorno ai nuovi, come raccomanda anche Google, così i redirect restano una rete di sicurezza per i link che arrivano da fuori.

## Il giorno del passaggio, passo per passo

Tutto il lavoro si fa prima, con il negozio Shopify in **modalità privata**: protetto da password e quindi invisibile ai motori di ricerca. Il giorno del passaggio deve essere noioso.

![Schema del giorno del passaggio a Shopify in cinque passi, dal blocco degli ordini all'ordine di prova](https://salvatorepitone.it/wp-content/uploads/2026/10/migrare-da-woocommerce-a-shopify-senza-perdere-seo-passaggio.webp)

_Il giorno del passaggio in cinque passi._

1. **Stop agli ordini**: metto il vecchio negozio in manutenzione, in un orario con poco traffico.
2. **Ultimo import**: i clienti nuovi e, se servono, gli ultimi ordini arrivati.
3. **Redirect caricati**: importo (o reimporto) il CSV e provo a campione gli indirizzi più importanti.
4. **DNS**: in Impostazioni > Domini Shopify indica i record da impostare presso il tuo registrar (un record A e un CNAME per il www). Il certificato SSL è gratuito e automatico, ma può richiedere fino a 48 ore.
5. **Ordine di prova**: tolgo la modalità privata e faccio un acquisto completo, dal pagamento all’email di conferma.

Il dominio resta tuo: cambi solo dove punta. Se hai la posta elettronica sullo stesso dominio, quando tocchi il DNS lascia stare i record MX, altrimenti smetti di ricevere email.

## Dopo il passaggio: le prime 4 settimane

Google ha bisogno di tempo. Secondo la sua documentazione, per un sito di medie dimensioni possono servire alcune settimane prima che i nuovi indirizzi sostituiscano i vecchi, e qualche oscillazione nelle posizioni è normale. Non è il momento di cambiare altro.

### Search Console e copertura

Se il dominio resta lo stesso, lo strumento “Cambio di indirizzo” di Search Console non serve: si usa solo quando cambi dominio. Invio la nuova sitemap, controllo ogni settimana il rapporto sulle pagine indicizzate e confronto clic e impressioni delle pagine principali con il periodo prima.

### Errori 404 e redirect mancanti

Gli indirizzi dimenticati saltano fuori nei primi giorni, come pagine “non trovate” in Search Console. Ogni 404 che ha visite o link esterni diventa un nuovo redirect. Se vuoi qualcuno che tenga d’occhio il negozio anche dopo, c’è il servizio di [assistenza e manutenzione del negozio online](https://salvatorepitone.it/assistenza-e-manutenzione-negozio-online/).

## Domande frequenti

### Quanto tempo serve per migrare da WooCommerce a Shopify?

Dipende da quanti prodotti hai, da quanti contenuti vanno ricreati e da quante personalizzazioni vanno rifatte. La parte lunga non è l’importazione ma la preparazione: mappa degli URL, controllo dei prodotti, prove. Il passaggio vero e proprio si fa in poche ore. Poi bisogna mettere in conto alcune settimane perché Google sostituisca i vecchi indirizzi con i nuovi.

### Si perdono le posizioni su Google con la migrazione?

Qualche oscillazione nelle prime settimane è normale, lo dice anche Google. Secondo la sua documentazione i redirect 301 non fanno perdere PageRank: se ogni vecchio URL porta alla pagina giusta in un solo salto e i contenuti restano gli stessi, di solito le posizioni si stabilizzano. Nessuno può garantirlo al 100%, ma una buona mappa dei redirect riduce molto il rischio.

### I clienti devono rifare la password?

Le password non si possono trasferire perché sono cifrate. Con i nuovi account cliente di Shopify non serve: il cliente entra con la sua email e riceve un codice monouso di 6 cifre. Se invece il negozio usa ancora i vecchi account cliente, i clienti importati devono creare una nuova password tramite un invito via email.

### Posso tenere lo stesso dominio?

Sì. Il dominio resta registrato dove l’hai comprato: cambi solo i record DNS perché punti a Shopify, dalla sezione Impostazioni > Domini. Tenere lo stesso dominio è anche la scelta migliore per la SEO, perché cambiano solo i percorsi delle pagine. Attenzione alla posta: i record MX non vanno toccati.

### Cosa succede agli ordini già fatti?

Restano nel database di WooCommerce finché non lo spegni. Su Shopify non si importano con un CSV: servono app di migrazione di terze parti. Prima di importarli disattiva le notifiche di nuovo ordine, altrimenti ricevi un’email per ognuno. In ogni caso conserva un’esportazione completa degli ordini insieme ai documenti contabili.

## Conclusione

Una migrazione da WooCommerce a Shopify non si perde per l’importazione dei prodotti, che è la parte facile. Si perde per gli indirizzi dimenticati. Mappa completa, redirect in un salto, contenuti portati per intero e controlli nelle settimane dopo: con questo metodo il trasloco diventa gestibile.

Se vuoi farlo con [qualcuno che l’ha già fatto](https://salvatorepitone.it/sviluppatore-shopify-freelance-o-agenzia/), ti spiego come lavoro nella pagina su [realizzazione e migrazione dei negozi Shopify](https://salvatorepitone.it/realizzazione-e-migrazione-shopify/).

Stai pensando di migrare? Mandami l’indirizzo del negozio dalla [**pagina contatti**](https://salvatorepitone.it/contatti/): ti dico quanti URL vanno reindirizzati e cosa rischi. Ti rispondo io.
